Dopo una pesante settimana di lavoro, decido di andare a correre. Sì, nonostante stia per piovere, decido di vestirmi ed uscire per fare… per fare… ahaha quanti Km? ahaha rido perchè non lo so… dipende da “Loro”. Loro sono i miei fidati “tre moschettieri” che da 1 mese a questa parte mi accompagnano ovunque, ma soprattutto mi tormentano quando corro.

Certo… quando l’anno scorso erano solo in due era tutto  incomprensibilmente più facile. Ora spero solo che non arrivi il quarto!

Comunque, dopo essere scappata dalla parte iniziale del Naviglio (ovvero dal primo Km di strada che è pieno di persone che si possono incontrare e tra cui, prima o poi, spunterà il buon samaritano di turno che, guardando come corro, mi chiederà se sto bene..), mi cimento nel secondo Km. 

La pioggerella mi piace, mi è sempre piaciuto correre sotto la pioggia, soprattutto quando è leggera e non fa freddo.

Al terzo Km, come temevo, arriva il terzo moschettiere di prepotenza e il mio entusiasmo per questa sgambettata inizia a vacillare.. al quarto Km incomincio a pensare davvero di fermarmi. Perchè soffrire? Il mio corpo mi sta ovviamente dicendo qualcosa, perchè non dovrei ascoltarlo?

BASTA. Sara, concentrati. Smettila e pensa a qualcosa di postivo… dai, su. Qualcosa che ti distragga dal dolore… Ma io sto correndo perchè ho avuto una settimana pesante… Che cosa ci può essere di positivo da pensare sotto questa pioggerellina?

Chiudo gli occhi. Quella frazione di secondo che basta per trasportarmi fisicamente a domenica scorsa.. 7 maggio 2017.

Domenica abbiamo partecipato alla Wings for Life World run. Dico abbiamo perchè quest’anno, il nostro primo anno di Never Give Up running, abbiamo organizzato una squadra.

Lidia, Paola, Antonio, Marco, Anna, Vincenzo, Emma, Carlo, Alberto, Giovanni, Amedeo, Melissa, Camilla, Daniela, Filippo, Andrea, Massimo, Giuseppe (tutti rigorosamente in ordine sparso) ..ed ovviamente io. 

Soltanto la loro presenza, mi aveva già reso felice: nel gruppo ci sono alcune persone che corrono già da anni, gli altri invece hanno deciso di venire per diversi motivi. Uno di questi è  che la Wings è una gara il cui ricavato va al 100% in beneficenza per lo studio delle lesioni al midollo osseo.

Oltre a dare la possibilità a tutti di partecipare (e per tutti intendo anche quelle persone in carrozzina che non ne posseggono una da gara), la Wings è stimolante anche perchè non ha un traguardo da raggiungere, ma il traguardo è una macchina (Catcher car) che ti rincorre.

Ma come funziona? Una volta partiti tutti i partecipanti, la macchina parcheggiata accanto all’arco della partenza e su cui è montato un dispositivo di rilevamento di velocità che attiva il chip dei partecipanti, dopo 30 minuti dallo sparo, incomincia a muoversi seguendo il percorso della gara.

Quando vieni raggiunto dalla macchina, la tua gara è finita.

Che cosa significa? Per chi non corre molto o per chi non è abituato alle gare e non ha ancora avuto modo di mettersi alla prova, la Wings è la gara perfetta!

Come pensavamo, alla partenza ci siamo divisi in gruppetti: in ogni gruppo c’era chi voleva arrivare ad un obiettivo e chi invece avrebbe corso per aiutare ad arrivarci.

Tutti alla fine abbiamo corso in compagnia raggiungendo il nostro obiettivo (e devo dire che fare da “pacer” in questa occasione è stata davvero una responsabilità che mi ha regalato tantissima emozione). La presenza anche solo di una persona accanto ha fatto sì che alla fine della gara ognuno di noi fosse soddisfatto del proprio risultato (certo poi c’era anche chi ha “usato” la gara come allenamento facendo un tempo spaziale!).

Abbiamo iniziato a correre con la pioggerellina. La gara si è conclusa con il sole: quale condizione climatica migliore per correre e per stare poi in compagnia?

Sorrisi, abbracci, sudore, momenti di resa contrastati dalla grinta degli amici, gambe dure, crampi, fame… e poi di nuovo sorrisi, soddisfazione, gioia, divertimento.

Questa è stata la nostra Wings 2017. Una gara perfetta per chi vuole dimostrare che se VUOI puoi tutto. Dove soltanto iniziando a correre ti rendi conto di come andrà a finire… e se sei stanco, l’arrivo della macchina ti farà capire che dentro hai ancora energia per fare lo scatto finale!

Una cosa non vi ho raccontato: la bellezza della Wings for Life (oltre ad essere organizzata in maniera impeccabile) è che si corre in contemporanea con altre città del mondo. Quest’anno erano in 30 le città che partecipavano e lo sparo che dava inizio alla gara è stato dato nello stesso momento in ognuna di esse.  Alberto e Daniela gareggiavano da Santiago del Cile ed è stato coinvolgente prima, durante e dopo la gara seguire il loro percorso grazie alle foto e ai video che ci hanno mandato!

Ma sapete chi ha vinto la Wings for Life 2017?

Aron Anderson che la correva a Dubai. Un ragazzo che da quando ha 7 anni è su una sedia a rotelle, battendo così Bartosz Olszewski che a Milano la finiva all’88° Km, mentre a Santiago del Cile Dominika Stelmach dominava tra le donne con 68 Km.

Ora ho finito. Ho finito di fare allenamento. E’ uscito il sole e guardo il garmin. Un sorriso sulle mie labbra e la prima cosa che faccio è scrivere al coach… e intanto, mentre cammino per tornare a casa, penso a tutti i miei amici di domenica e a quella sensazione che se vuoi, nulla ti può fermare.

 

… “e il nostro risultato alla Wings for Life?” Eccolo! Nella classifica generale siamo arrivati 275° su  3.311 squadre!!!

 

 

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